30 giugno 2005

a proposito di India

in questo blog ho parlato di quintosole, ho raccontato passo passo tutto quello che mi passava nella mente e nel cuore mentre lo realizzavo, ma forse non ho mai parlato di come è nato il sogno di fare questo film.
Un giorno ero seduto alla mia scrivania con il televisore acceso quasi come un soprammobile inutile o una parte della tappezzeria...era sintonizzato su Canale 5, mandavano il TG...
Anche se la mia attenzione era altrove, forse da nessuna parte, quella notizia di una squadra di calcio composta da soli detenuti era troppo incredibile per passare inosservata.
Ho fatto tre documentari negl'ultimi quattro anni: Spotseeker che parla di surf, Mumbai Masala di Bollywood e di cricket e Quintosole che parla di calcio.
A Bellaria durante un incontro con il pubblico qualcuno mi ha chiesto come mai avessi fatto Quintosole e io gli ho risposto: "nei miei lavori ho parlato di surf, di cricket, di calcio ma non sono un appassionato di nessuno di questi sport...".
All'inizio, ma parlo veramente dei primi giorni, non riuscivo a capire come avrei fatto a parlare di calcio, uno sport che non ho mai amato, ma poi sono riuscito a capire.
Uno sport, qualunque sport, contiene al suo interno la spinta, che sia l'agonismo, la grinta o semplicemente il semplice fatto che è un gioco di squadra, che permette all'uomo di lottare e di misurarsi con se stesso.
Ho ripensato a Mumbai Masala che parla di una delle città più terribili del mondo, nel paese più povero del mondo e ho capito che avevo parlato di una speranza, di come lo sport e il cinema potessero aiutare delle persone a continuare a sperare e ad andare avanti...
E allora ho capito che Quintosole avrebbe parlato la stessa lingua e gli stessi argomenti... il calcio, la voglia di vincere, di evadere in un posto, il carcere, dove la parola speranza è molto difficile da pronunciare.

Non è stato un caso quindi se poi ho chiesto a Claudia di ricominciare a spedire anche Mumbai Masala ai festival...
Spero solo che i selezionatori e le giurie non si accorgeranno che gli sto mandando due documentari uguali :)

27 giugno 2005

.com

Umberto Rondi per PuntoCom del 25 Giugno 2005

"Il calcio dietro le sbarre ritratto dalla telecamera di De Baggis
Si chiama“QUINTOSOLE” ed è il nuovo documentario del regista
Marcellino De Baggis che racconta della squadra
di calcio del carcere Opera di Milano e che, dopo una
particolare anteprima avvenuta nel carcere di Pisa, ha poi ottenuto
una Menzione Speciale sia, il 6 giugno al Festival di Bellaria
sia, poco prima, al Bianco Film Festival di Perugia, ed è stato
presentato questo mese anche al Roma Doc Fest. De Baggis
(Taranto,1971), dopo il precedente documentario “Mumbai
Masala” (su Bollywood e dintorni, premio Bruce Chatwin 2003),
rende già ora possibile vedere il documentario - ancora in attesa
di una distribuzione ufficiale - scaricandolo da internet
sul sito www.quintosole.com: «E non si tratta solo di una pagina
statica - dice - ma un blog, dove è possibile leggere tutta la storia
del documentario in ogni sua fase, dall’idea iniziale fino
al montaggio e alla distribuzione». Ecco come De Baggis racconta
questo suo nuovo documentario, cominciando dal titolo:
«Verso la fine del documentario, un carcerato indica cosa
vede dalla sua cella e quello che cade sotto il suo sguardo è una
frazione che si chiama, appunto, “Quintosole” e che sorge
proprio di fronte al carcere e pur nel suo volto così modesto e
anonimo, rappresenta la vita fuori... Tutto il documentario, del
S resto, è giocato fra il fuori e il dentro le mura...». E continua:
«Ho iniziato questo documentario traendo spunto da una notizia
di cronaca: una squadra di detenuti che si iscrive regolarmente
al campionato di 3ª categoria di calcio. La casa di reclusione
è quella di Milano Opera. Come nei miei documentari
precedenti (“SpotSeeker”, “Mumbai Masala”), ho deciso di
affrontare il progetto in maniera indipendente, autoproducendomi
il documentario. L’idea era quella di immergermi con
la mia telecamera nella vita dei detenuti, al fine di poter raccontare
la loro condizione di reclusi attraverso la metafora calcistica.
Parlando con i detenuti, sono giunto alla conclusione
che loro vedono nel progetto Free-Opera (la loro squadra) la possibilità
di dimostrare al mondo che sono capaci di sperare e di
combattere per qualcosa. Il calcio, grazie all’agonismo, al fatto
che sia un gioco di squadra, permette a queste persone di
credere in maniera corale in un obiettivo». Come hanno reagito
alla proposta di De Baggis ai detenuti? «All’inizio pensavo
che l’eccessiva pressione dei media venisse vista da loro come
uno sfruttamento, una strumentalizzazione della loro
condizione, invece gli stessi detenuti erano contenti di non essere
dimenticati e che si parlasse di loro»."

12 giugno 2005

critica negativa

Facendo una ricerca su google ho trovato questa critica negativa di Quintosole

Quintosole di Marcellino De Baggis, lungo racconto sulla storia vera, attraverso i suoi personaggi, di una squadra di calcio di detenuti, risente troppo dello stile e del racconto televisivi, concedendo troppo alle dichiarazioni dei detenuti stessi che tendono a ripetersi, e seppur l’intento è meritorio, il risultato è che “Quintosole” perde di incisività e di emozionalità perché troppo lungo e senza ritmo. Peccato, perché le interviste e la vicenda del riscatto morale raccontate dal film, sono molto belle. Raffaele Rivieccio

Meno male che poi ho trovato questa positiva! :)
Daniele: fine pena 2010; Marco: 2015; Uomo X: fine pena 2020. Numeri, ancora numeri... e mi ritrovo a contare. Anche loro, probabilmente, conteranno, mentre alcuni avranno smesso di contare da tempo. Come si fa a contare fino a 2020? Tutti questi nomi, che corrispondono a numeri di celle, li ho visti non in un reality show: non era uno spettacolo. Era un film dal vero. Con protagonisti veri: nessuno recitava, tutti erano solo sé stessi. Un reality life. In carcere. Geneviève Makaping

Accetto la critica negativa... e la riporto per questo, ma non la condivido.
Quintosole è un documentario lungo, dura 52 minuti.
Dopo un mese di riprese sono andato a trovare un mio amico montatore, Andrea Pica, e gli ho mostrato le mie prime riprese e lui mi ha detto che non avrei potuto fare un documentario "lungo" girato nei ripetitivi e grigi "paesaggi" di un carcere.

Una sfida, ho pensato, la mia camera si muove fra un campo di calcio, la strada che va allo spogliatoio, lo spogliatoio e poi di nuovo una strada che va al campo di calcio e un campo di calcio.

I personaggi parlano della routine, di lavare i loro vestiti, della paura di uscire e della noia di stare dentro.

La critica di Raffaele Rivieccio dice "risente troppo dello stile e del racconto televisivi...troppo lungo e senza ritmo.", ma il racconto televisivo non si basa proprio su un ritmo incalzante e che quasi non lascia il tempo di pensare?

freeopera in grecia

http://www.contra.gr/Column.aspx?ColID=7&ExtraID=1114

11 giugno 2005

cinema utile

Il Manifesto, 7 Giugno 2005:

"È stato chiamato «Cinema utile» perché sia un cinema da utilizzare, sia da chi lo vede che da chi lo fa, come quando entra nelle carceri e coinvolge la squadra di calcio Freeopera dei reclusi a Opera di Milano, una squadra di buon livello che spera di entrare nei play-off (e uscire dalle mura anche solo per la trasferta) come si vede in Quintosole di Marcellino De Baggis, menzione speciale (la squadra ce l'ha poi fatta)."

07 giugno 2005

Bellaria: la premiazione


Sono tornato ieri sera dal Bellaria film festival, sono stati tre piacevoli giorni fitti di proiezioni che si sono conclusi, domenica sera, con la premiazione.
Qualcuno mi aveva detto: "i vincitori li chiamano per avvisarli..." e allora ero seduto tranquillo nel cinema, tranquillo di non aver vinto nulla...
Non avevo abbastanza elementi per giudicare l'assegnazione dei premi, i film erano troppi per poterli vedere tutti e c'erano stati anche gli incontri con i registi ai quali avevo partecipato.
A un certo punto cominciano a leggere le menzioni speciali e anche se non avevo ricevuto nessuna telefonata ero li che speravo che uscisse dalla bocca del presidente della giuria il nome del mio documentario e incredibile, ma vero così è successo.
Ho ricevuto una menzione speciale, la seconda dopo quella del Bianco film festival di Perugia.
Non è il primo premio, ma è indescrivibile la gioia che ho provato.
Lo sento tantissimo questo documentario e ogni volta che qualcuno veniva da me a farmi i complimenti per Quintosole il mio sorriso si allargava ancora di più...

Adesso tocca a Roma doc fest, la proiezione è giovedi 9 Giugno alle 21:30 alla Sala Trevi (vicino alla fontana)... e ovviamente ci sarò anche io.

01 giugno 2005

Bellaria film festival

Sabato 4 e domenica 5 Giungo 2005 Quintosole sarà al Bellaria Film Festival.
Io ci sarò dal 3 in poi per seguire le proiezioni e invito tutte le persone che sono interessate.
Se volete maggiori info: www.bellariafilmfestival.org

Filmagenda (il sito di cinema di mia sorella Mafe) propone due nuove recensioni del mio film.