TG5
Ieri sera ero a casa a Roma, per finire il documentario sto utilizzando i fine settimana (scendo sempre il fine settimana a trovare Grazia). La televisione era accesa su Canale 5 e al TG è passato un servizio che parla proprio del FreeOpera. Tutto è iniziato così: ho visto un servizio del TG e mi sono cominciato a interessare alla storia di questa squadra di calcio composta da soli detenuti.
Sembrava così complicato, come si possono ottenere dei permessi per girare un documentario in carcere, invece…ho chiamato direttamente il direttore senza conoscerlo e lui attratto dall’idea di fare pubblicità alla sua iniziativa mi ha fatto ottenere il permesso del Ministero di Giustizia.
Il servizio di ieri sera parlava dei carcerati che ormai conosco benissimo.
Sono usciti per la prima volta dal carcere per giocare una partita, ma solo alcuni di loro, quelli con reati minori.
Ho deciso di inserire il servizio del TG5 alla fine del documentario.
la prima del documentario al Cinema Rialto
Ho parlato con Sebastiano Bazzini del documentario, lui insieme a altre persone gestisce il Rialto Sant’Ambrogio, un centro sociale dove organizzano proiezioni.Gli ho chiesto se posso fare la prima del documentario da lui e sono rimasto sorpreso quando mi ha detto che non chiedono soldi per fare la proiezione da loro. Dobbiamo decidere la data, penso che l’11 dicembre andrà bene.
striscia la notizia inizio
In viaggio da Roma a Milano mi sono fermato a Bologna per parlare con Alessandro Saviozzi.
Lo conosco da 11 anni, lavoravamo insieme in televisione quando facevo il montatore, ci siamo persi di vista per 8 anni e l’ho richiamato qualche mese fa mentre giravo Quintosole.
Ha aperto una casa di post produzione audio, Studio Arkì.
Siamo sempre andati d’accordo e gli voglio affidare il montaggio del suono e il mix del documentario.
Con Final Cut pro si può fare qualcosa, ma in una sala mix è diverso. Sono convinto che ognuno deve fare il suo lavoro e già scrivere, dirigere e fare la fotografia di un documentario mi sembra troppo per una persona sola.
Ho parlato con lui e con Diego, il suo socio, e nel giro di poche settimane quando avrò finito le musiche con Giuliano inizierà il lavoro con il suono.
Sono arrivato a Milano con un acquazzone. Domani inizierò a lavorare a Striscia, spero di riuscire a chiudere il documentario lavorando qui.
Sono perplesso e triste allo stesso tempo, Roma e tutto quello che ho lasciato mi mancherà.
bunker 4
Una volta lo corresse su un discorso di etica carceraria, Ron aveva usato la parola “detenuto” e lui era intervenuto – ah ah fratello, un detenuto è uno sbarbato piagnucoloso. E’ un insulto. Quelli tosti preferiscono “carcerato”.
la grafica dei titoli
Edoardo Belinci collabora con me da qualche anno. E’ un grafico 3D molto bravo, giovane e con un sacco di voglia. Ha fatto la grafica dei titoli dei miei due ultimi documentari: Spotseeker e Mumbai Masala. Abbiamo già impostato la grafica con Rosanna che ha scelto il font, ma abbiamo bisogno di lui per il titolo di testa QuintoSole.
In the mood for love
Continuo a pensare alle musiche, ho parlato al telefono con Giuliano. Adesso è a Venezia, quando torna lo incontro.
Sullo scooter andando a Trastevere mi è venuta in mente una musica del film “In the mood for love”, andrebbe benissimo per la scena quando i detenuti rientrano in campo dallo spogliatoio sotto la pioggia per il secondo tempo della partita più drammatica del campionato.
correzione colore
Oggi inizio la correzione colore con Vincenzo Marinese, lo conosco da 5 anni e mi piace un sacco lavorare con lui, adoro la sua sensibilità e la sua disponibilità infinita e poi è una delle poche persone che si affeziona al tuo lavoro come se fosse il suo.Faremo la correzione colore con Final Cut, il nuovo G5 che ho comprato ci assicurerà una velocità maggiore di quella che avevamo con il G4 mentre facevamo Mumbai Masala.