riflessioni in viaggio per Madrid
Sono in aereo sul volo Milano-Madrid.
Non ho mai fatto così tante vacanze come quest’anno, prima il Kenya poi il Venezuela…
Devo dire che ho un po’ paura ad allontanarmi troppo dal mio progetto, di dimenticare quello che ho provato, di rileggere quello che ho scritto e di trovarlo vuoto e retorico, anche se so che non lo è.
Perdere un’occasione, non fare un bel lavoro. Ma che paure sono queste? Bisogna fare tutto in maniera spontanea, mettere sullo schermo ciò che si prova senza cerca di renderlo figo, trendy.
Non sarebbe male trovare la maniera di rappresentare la convinzione che hanno i carcerati di essere loro a pagare per le colpe di altri più potenti, una convinzione quasi religiosa…
Li ho sentiti spesso parlare di Dio, sarebbe interessante capire cosa ne pensano.
Vorrei riprendere uno di loro che corre verso la camera con le braccia aperte.
Potrei riprendere la loro chiesa in una situazione particolare, forse durante una messa, forse semplicemente mentre c’è qualcuno che la pulisce.
Natale in Kenya
Messa nel villaggio di Temple Point.
Sono qui in Kenya e fra poche ore sarà Natale…
Li guardi in faccia mentre pregano e sono tutti teneri… hanno paura…cercano di stare bene, di far stare bene i loro cari… anche quelli che sono più stronzi…
Mi sa che sto scrivendo queste cose perché si avvicina il Natale e la fine dell’anno.
Io sono il primo ad avere paura!
materiale raccolto
Riassuntino
Ho girato:
Quattro partite
- la prima male (Sole)
- una bella sotto la pioggia con spogliatoio, camminata e commenti (dal basso)
- una dall’alto con un bellissimo goal
- quella contro gli agenti (allontanamento dai media)
Intervista a Roberto che disegna le righe;
Intervista a Altin M., paragone cella-porta;
Due o tre allenamenti;
Discussione con Marco;
Immagini da fuori (pioggia e neve);
Alcuni commenti su una partita;
Uscita dal campo con chiusura finale della porta.
Prossimamente:
- Intervista a Vladimiro in teatro
- SPES – ricette mediche (Anis)
- Mario – il suo libro
- Nicola che gioca, da montare con la storia di Mario
- Uscita del poliziotto da montare alla fine della storia di Mario
- Intervista a Salvatore P. su voglia di libertà e sui diritti dei carcerati
- La storia di Marco (l’allenatore) la sua sostituzione
Trovare una motivazione per i poliziotti.
cosa significa perdere la libertà?
Sull’aereo per Roma.
Salvatore P. l’altro giorno mi parlava della necessità che hanno i carcerati di sentire ed essere a contatto con gli elementi.
Spesso si sente dire che i carcerati stanno bene, che non gli manca nulla, che hanno quello che vogliono.
Questo può essere vero ma solo per un carcerato su cento. Si parla spesso dell’appiattimento e della routine della vita. Di quanto ormai non si viva a contatto con la natura… caspita, sto vedendo dal finestrino le nuvole dall’alto… io non potrei mai fare a meno della libertà, e sono sicuro che molti sono d’accordo con me nonostante pensino e dicano che in carcere si sta bene.
Devo prepararmi altre domande da fare ai carcerati, devo capire cosa hanno in testa, devo capire cosa significa quel sorriso, quelle risate che si fanno quando sono in campo.
Ho paura che non riuscirò mai ad entrare nelle loro teste, ma prima o poi mi trasmetteranno almeno altri cento segreti, pensieri e riflessioni.
Un giorno un carcerato mi ha detto che in prigione si fanno sempre poche cose ripetitive…
In carcere tutto è monotono, i colori, le forme dei palazzi, il ritmo delle finestre delle celle, ma sono sicuro che se riuscirò a leggere questa monotonia, riuscirò a capire tante cose che nella stracolorata vita di tutti i giorni non riesco a vedere.
Un esempio: Salvatore P. mi stava parlando della voglia di essere in contatto con la natura e con la punta del piede è andato a cercare un piccolo fiorellino che con tenacia era cresciuto fra le panchine e il terreno… indescrivibile il brivido che mi è corso sulle braccia...
Salvatore P.
Salvatore P., quaranta anni: Secondo reparto, terzo piano, cella ventidue.
Bellissimo il fatto che scendere in campo per loro detenuti è vivere, sentire gli odori...
Lui è contro il trasferimento dei carcerati dagli altri istituti per giocare nel Freeopera...lui non gioca molto.
riunione di squadra con Nicchetti e il Direttore
Oggi è il giorno dopo la partita carcerati contro agenti.
La partita ieri mi ha dato fastidio, non so se per quello che è successo in campo o per tutte le telecamere presenti.
Da più di mezz’ora va avanti una riunione nel campo di calcio; Nicchetti dice che secondo lui la squadra si sta smembrando, prima era molto più unita.
A un certo punto è arrivato il Direttore.
Io pensavo che avrebbe parlato degli eventi di ieri e invece: sorpresa! Ha cominciato a parlare di calcio… lui vuole vincere!
Si è parlato delle sostituzioni…(vengono intese come punizioni??)
intervista a Mario e Vladimiro
Devo organizzare l’intervista a Mario che racconta la sua storia. La storia del carcerato che ha paura di uscire dal carcere… Si potrebbe montare insieme a immagini di gioco di un carcerato in particolare, oppure a quelle dell’uscita di un agente che torna a casa dopo il lavoro.
Invece per il teatro pensavo che mi piacerebbe girarci l’intervista di Vladimiro che parla dei media.
Tre livelli insieme: teatro- televisione- carcere.
si avvicina la partita carcerati-agenti
Ci sarà uno spiegamento di forze televisive: Sfide, Maurizio Costanzo, tv private, fotografi…
Domani proverò a mettermi sulla torretta di domenica scorsa anche se sono sicuro che verranno a dirmi che devo lasciare il posto a qualcuno di più “importante”…
Documentare la presenza dei media il più possibile.
il documentario sta prendendo un taglio strano...
Oggi è il giorno prima della partita carcerati-agenti.
L’intervista a Altin M. (quello con la spalla ingessata) è stata molto bella, non pensavo che l’idea della porta potesse funzionare così bene…
Non so se per pigrizia, ma il mio documentario sta prendendo un taglio strano: non riesco a documentare il corso degli eventi, ma solo a raccontare la vita dei carcerati e il loro impegno per il Freeopera, insomma sono come uno spettatore con una buona memoria...
Avrei dovuto fare un’intervista per introdurre la partita di domenica e invece…
Ma non è pigrizia, è caso, fatalità, lascerò andare le cose così… con tanto tempo e tante riflessioni, andrà per forza bene!
Chissà poi la mia vita quanto può centrare nel documentario… Insomma quello che faccio è sicuramente la somma fra: maturità personale (età, esperienze,…), maturità professionale (tecnico-stilistica) e momento della vita durante quale si realizza il documentario…
Chissà quali sono le percentuali di queste cose e come concorrono al prodotto finale.
intervista al ragazzo con la spalla ingessata
Domande possibili ad Altin:
- Natale;
- Derby con i poliziotti;
- Come ti sei fatto male? (Mancherai alla partita?);
- Pressione dei media.
e il capitolo inverno ce l'abbiamo!
Oggi di fronte al carcere, nei campi, c’è la neve…
Ecco la fracchiatata che ho fatto: sono uscito che pioveva un pochino e così ho lasciato camera e cavalletto a casa. Arrivo alla fine di Via Ripamonti dove iniziano le campagne e… neve!!!
Bestemmiando contro me stesso sono tornato a casa per prendere tutto. Un’ora di traffico ma ne è valsa la pena!
Spettacolo e il capitolo inverno ce l’abbiamo!
La scorsa domenica non ho ripreso solo la partita, ma anche Roberto che disegna le linee del campo… un freddo ma ne è valsa la pena!!
bunker 14
Ah vaffanculo. Qui dentro io sono qualcuno. E probabilmente là fuori morirei di fame.
nuovo tentativo di sceneggiatura
Riguardando le riprese di oggi ho trovato delle cose carine…
Una cosa l’avevo pensata, era l’uscita dal campo per tornare alle celle.
Peccato che ho premuto il tasto di stop troppo presto dopo la chiusura della porta… neanche stessi girando in pellicola.
Poi delle bellissime riprese da dietro la porta in contro-luce con una nebbia pesantemente visibile.
E poi un classico: mi sono dimenticato la camera in registrazione, riprendo il cielo e sul basso dell’inquadratura i palazzi delle celle e i cavi… davvero claustrofobica…
Belle anche le immagini al rallentatore dei giocatori che si passano la palla per tutto il campo.
ALCUNE SCENE CERTE:
- riprese dell’annullamento delle ricette;
- uscita del poliziotto e ritorno a casa;
- rientro nelle celle;
- allenamenti;
- partite.
INTERVISTE:
- Roberto che disegna le linee;
- Nicchetti passa in secondo piano;
- Nuovo allenatore algerino mai intervistato;
- Un carcerato che fa un paragaone fra la grandezza delle celle e la porta.
Domenica prossima voglio intervistare Roberto mentre disegna le strisce e prepara il campo… dovrò preparare le domande!!!
Girare un bel totale di lui solo sul campo.
Vorrei che parlasse solo di cose che non centrano niente con il carcere…
Voglio che le persone non provino nulla quando vedono l’inizio. Sapranno che sono dei carcerati ma non si devono sentir dire quello che si aspettano.
ALTRO INIZIO POSSIBILE:
- cartello;
- attività annullamento fatture;
- giocatore marocchino che lascia il suo lavoro di scansione, si alza e accompagnato va al campo di gioco;
- il piccolo corridoio, gabbia che si apre sul campo, vediamo per un attimo il campo;
- cartello “AUTUNNO”;
- Roberto che disegna le strisce (intervista).
prime difficoltà
Ma chi sono questi?
Non li riconosco, non li capisco.
Oggi un accompagnatore al quale avevo fatto dei problemi, più che altro per eccesso di zelo, per dargli le foto, mi ha detto in maniera abbastanza scortese di tenermele.
Damiano, invece e meno male, ha cominciato a raccogliere le informazioni che gli avevo chiesto;
Mario mi ha portato gli appunti del suo libro.
Non riesco più a vedere la differenza fra carcerati e carceranti. Non riesco a capire se i carcerati hanno voglia di apparire, di diventare famosi o solo di far conoscere i loro problemi al mondo…
Mi sembra che piano piano si stiano allontanando e lentamente mi comincino a guardare con sospetto… come tutti gli altri "liberi", quasi come un nemico...
E’ bello l’inizio della storia di Mario, non si capisce se racconta di un carcerato che sta entrando o che sta uscendo… Vorrei aiutarlo a continuare la sua storia ma ho quasi paura ad avvicinarmi troppo a lui e poi di sentirlo che si allontana…
Sono come dei bambini impauriti, è molto difficile averci a che fare.
Mentre andavo in carcere ho trovato l’allenatore algerino alla fermata dell’autobus e gli ho dato un passaggio…
Stanno prendendo molto sul serio questo campionato e forse è giusto così, ma mi sembra che tutto stia diventando più professionale e più freddo.
Non so come potranno rispondere i carcerati a lungo andare, forse affrontare una cosa come questa in maniera seria gli servirà.
due possibili interviste
INTERVISTE
Vladimiro – teatro
Ghanni M. – ricette mediche
Sono rimasto senza fiato quando sono entrato nel teatro, devo trovare il modo di girare l’intervista con Vladimiro lì dentro, non so se con il teatro vuoto o durante le prove.
Invece Anis lavora alla Spes ad annullare le ricette, in particolare lui è ai computer, scansione ed inserimento dei dati.
sopraluoghi
Ieri ho parlato con il Direttore, lui è stato molto disponibile per i permessi ma penso che si stia un po’ preoccupando per il carico di lavoro che il mio video, la Rai e gli altri giornalisti gli stiamo comportando.
Domani vado a fare un nuovo sopraluogo negli spazi dedicati alle attività.
Ecco una lista dei posti dove vorrei andare:
- falegnameria;
- lavorazioni del ferro;
- lavorazioni del legno;
- annullamento delle ricette mediche;
- teatro;
- scuola;
- corridoi di ritorno alle celle.
Portare la digitale e fare fotografie.
A proposito del fatto che purtroppo non posso disturbare il Direttore per avere informazioni penso proprio che l‘unica soluzione sia chiedere aiuto ai detenuti…
La cosa devo dire che non mi dispiace affatto, ecco cosa potrei chiedere al dottore e agli accompagnatori:
- lista della durata delle pene dei calciatori;
- altre attività che fanno i carcerati;
- eventuali calendari delle loro attività;
- scritti, considerazioni, poesie dei carcerati;
- farmi indicare i giocatori più forti;
- farmi indicare le storie più interessanti;
- chiedere se hanno voglia di scrivermi delle riflessioni sul Freeopera;
- la voglia di vincere;
- la voglia di uscire;
- il confronto dei carcerati con il mondo;
- i media e lo sfruttamento;
- la voglia di comunicare;
- una squadra di uomini e non una squadra di carcerati;
- il passare del tempo;
- le limitazioni nelle riprese;
- le diverse culture;
- un calcio buono e uno cattivo.