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Umberto Rondi per PuntoCom del 25 Giugno 2005
"Il calcio dietro le sbarre ritratto dalla telecamera di De Baggis
Si chiama“QUINTOSOLE” ed è il nuovo documentario del regista
Marcellino De Baggis che racconta della squadra
di calcio del carcere Opera di Milano e che, dopo una
particolare anteprima avvenuta nel carcere di Pisa, ha poi ottenuto
una Menzione Speciale sia, il 6 giugno al Festival di Bellaria
sia, poco prima, al Bianco Film Festival di Perugia, ed è stato
presentato questo mese anche al Roma Doc Fest. De Baggis
(Taranto,1971), dopo il precedente documentario “Mumbai
Masala” (su Bollywood e dintorni, premio Bruce Chatwin 2003),
rende già ora possibile vedere il documentario - ancora in attesa
di una distribuzione ufficiale - scaricandolo da internet
sul sito www.quintosole.com: «E non si tratta solo di una pagina
statica - dice - ma un blog, dove è possibile leggere tutta la storia
del documentario in ogni sua fase, dall’idea iniziale fino
al montaggio e alla distribuzione». Ecco come De Baggis racconta
questo suo nuovo documentario, cominciando dal titolo:
«Verso la fine del documentario, un carcerato indica cosa
vede dalla sua cella e quello che cade sotto il suo sguardo è una
frazione che si chiama, appunto, “Quintosole” e che sorge
proprio di fronte al carcere e pur nel suo volto così modesto e
anonimo, rappresenta la vita fuori... Tutto il documentario, del
S resto, è giocato fra il fuori e il dentro le mura...». E continua:
«Ho iniziato questo documentario traendo spunto da una notizia
di cronaca: una squadra di detenuti che si iscrive regolarmente
al campionato di 3ª categoria di calcio. La casa di reclusione
è quella di Milano Opera. Come nei miei documentari
precedenti (“SpotSeeker”, “Mumbai Masala”), ho deciso di
affrontare il progetto in maniera indipendente, autoproducendomi
il documentario. L’idea era quella di immergermi con
la mia telecamera nella vita dei detenuti, al fine di poter raccontare
la loro condizione di reclusi attraverso la metafora calcistica.
Parlando con i detenuti, sono giunto alla conclusione
che loro vedono nel progetto Free-Opera (la loro squadra) la possibilità
di dimostrare al mondo che sono capaci di sperare e di
combattere per qualcosa. Il calcio, grazie all’agonismo, al fatto
che sia un gioco di squadra, permette a queste persone di
credere in maniera corale in un obiettivo». Come hanno reagito
alla proposta di De Baggis ai detenuti? «All’inizio pensavo
che l’eccessiva pressione dei media venisse vista da loro come
uno sfruttamento, una strumentalizzazione della loro
condizione, invece gli stessi detenuti erano contenti di non essere
dimenticati e che si parlasse di loro»."


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