14 maggio 2005

la Calabria


ore 15:30 11 Maggio 2005 - Carcere di Rossano Calabro

"mi scusi direttore vorrei controllare personalmente la sala della proiezione, sa sono molto pignolo su queste cose e voglio che la proiezione vada bene..."

Mi trovo nel carcere di Rossano Calabro, piccolo paese sulla statale 106 che collega Taranto con Reggio Calabria, esco dall'ufficio del direttore del carcere, la Dott'ssa Angela Paravati, di solito gli uffici di un carcere sono la parte più elegante, ben arredati e con aria condizionata...e mi dirigo verso il cuore del carcere passando attraverso i corridoi pieni di porte scorrevoli e di controlli di polizia.
Questa volta è diverso il carcere è molto nuovo (finito nel 2000) i corridoi sono luminosi e pulitissimi, la polizia ha le divise impeccabili...ordine e silenzio.
Finalmente dopo un corridoio lungo qualche centinaio di metri (in carcere si cammina sempre un sacco) attraversando una porta piccolina entro nel teatro, una stanza immensa e bellissima, dei detenuti sono già seduti e molti ne arrivano prendendo posto per la proiezione prevista per le ore 16:00.
Il palco è incredibile, intorno allo schermo per la proiezione i detenuti hanno scritto alcune frasi che parlano di sport e di sportività, ho chiesto delle fotografie...mi sono emozionato al pensiero che dei detenuti avevano realizzato quello per me, sul palco avevano anche disegnato un piccolo campo da calcio completo di due porte e pallone sul dischetto di centro campo.

La proiezione è iniziata in ritardo verso le 17 dopo aver aspettato le autorità e gli ospiti esterni.

E' sempre bello vedere il proprio lavoro soprattutto se in presenza di una platea così grande, 100 detenuti sul lato destro della sala e altrettanti "ospiti" sul lato sinistro e circa 30 poliziotti, che erano li per controllare, ma anche per vedere il documentario.

Alla fine della proiezione c'è stato anche un dibattito, la visione del documentario ha dato lo spunto per questo convegno al sono intervenute alcune personalità della Calabria.

Si è parlato del futuro del carcere, un sacco di iniziative e di progetti...

Perchè non crederci e sperare? sperare che una volta tanto le cose possano cambiare anche in una regione del sud, la Calabria, che si ricorda solo per la Andrangheta e per una strada: la Salerno-Reggio Calabria.