19 ottobre 2004

chiedere un piccolo aiuto a Vladimiro

estratto da una lettera a Vladimiro:

Caro Vladimiro, sono Marcellino, sicuramente ti ricorderai di me…spero…
Scusa se ti scrivo sul pc, ma la mia scrittura se ti ricordi è abbastanza brutta e così mi viene più facile…
Ho visto nei TG che avete guadagnato una fetta di libertà, non ti ho visto nel servizio, ma capisco che, purtroppo, tu non puoi uscire per giocare fuori casa.
Comunque mi sembra che il risultato sia ottimo e sono felicissimo per voi, mi piacerebbe sapere da te cosa ne pensi e come vanno le cose.
Poi con quella ragazza come è andata, spero che tu stia continuando a sentirla.
Io ho praticamente finito il mio documentario è venuto lungo 55 minuti e secondo me è veramente bello e spero un giorno di potertelo mostrare.
Ti scrivo per chiederti un piacere, ho notato che le vostre date di fine pena che mi aveva dato Damiano, non corrispondono con quelle che sono andate in onda su Sfide e volevo verificarle con te. Ti scrivo la lista dei ragazzi per i quali mi servono i dati:


- Carlo Z.
- Altin M.
- Leonard H.
- Mario P.
- Marzio A.
- Nicola T.
- Roberto F.
- Roberto F.
- Salvatore P.
- Vladmiro C.
- Hamadiben Y.
- Damiano V.
- Luigi T.
- Arturo (teatro AS)

Ci sei anche tu.
Oltre a questi che sono i giocatori, mi servirebbe anche quella di quel ragazzo del teatro, mi sembra che si chiama Arturo, vero?
Che dirti di più, adesso sono di nuovo a Milano per un lavoro televisivo di qualche mese.
I pochi mesi che ho passato con voi sono stati molto belli, amo il mio lavoro e mi piace capire meglio la vita e il carcere e voi mi avete fatto molto pensare. Trovo la televisione molto triste e vuota e non hai idea di quanto rimpiango la mia breve esperienza in carcere.
Ho chiesto al direttore di proiettare il mio lavoro al teatro, speriamo che mi dia presto risposta, magari voi potreste aiutarmi chiedendogli di organizzare una proiezione, sarebbe bellissimo farla anche con i vostri famigliari.
Purtroppo il documentario, ah dimenticavo si chiama QuintoSole, non ha ancora una distribuzione, ma forse presto uscirà un articolo che ne parla sull’Unità…se ci riesco ti faccio sapere quando così magari riuscite a leggerlo.
Dai raccontami un pochino di te, mentre ero li mi sono trovato bene con alcuni di voi e uno di questi sei tu, mi è piaciuta molto la tua spontaneità e il tuo non aver paura di mostrarti come sei.
Sai la difficoltà maggiore nel fare il mio lavoro è stata entrare veramente in confidenza con voi e farvi capire quanto sia importante per me rappresentare la realtà così come è senza filtrarla e cambiarla per adattarla a come la vedo io…ovvero imparare da voi piuttosto che trovare delle conferme a dei pregiudizi che purtroppo ognuno di noi ha.
Sono contento perché ho visto che tu stai superando i tuoi problemi o almeno ci stai provando…ho sentito che tu hai capito di aver sbagliato e invidio un pochino la tua capacità di autocritica, la vostra capacità di ragionare in maniera semplice e diretta.
La gente guardando il mio documentario si stupisce di come siate bravi a parlare – lo dicono soprattutto di te – noto una certa invidia in loro, non voglio assolutamente dirti che il carcere sia una cosa buona, ma sicuramente vi aiuta a ragionare di più su voi stessi e a migliorare e devo ammettere che se una “riabilitazione” ci potrà essere sarà solo merito vostro.
Spero di non aver detto delle banalità, sono sicuro però che, anche se per poco tempo, mi sono sentito vicino a voi in maniera vera.
Prima di venire da voi attraversavo un periodo triste e vuoto, voi avete riempito le mie giornate con poche cose, ma importanti, ho sofferto molto, non è stato facile fare Quintosole, ma alla fine il risultato è stato eccezionale…spero che si veda anche nel documentario e spero di poter far rivivere a chi lo vedrà almeno il 10% delle emozioni che ho vissuto.
Ti ringrazio per la tua disponibilità e spero un giorno di poterti incontrare di nuovo, sono sicuro che succederà.

Ti auguro una buona giornata e salutami tutti.
A presto